Malgrado le profonde trasformazioni dei luoghi, causate dagli stravolgimenti geologici, la zona dei Campi Flegrei, tutt’intorno al Parco sommerso, conserva ampie testimonianze dell’antico splendore. Mitologia e storia ancor oggi si fondono nei monumenti delle città principali: Cuma e Pozzuoli, alle quali fanno corona Baia, Miseno e il lago d’Averno.
PARCO SOMMERSO
Baia e il Baianus Lacus
L’insenatura di Baia era anticamente occupata da un lago (Baianus lacus,
lago costiero)comunicante col mare aperto tramite un canale e scomparso per
il bradisismo. Tra i principali edifici sommersi sono il ninfeo imperiale
di Punta Epitaffio, la villa dei Pisoni ed un complesso termale.
Villa sommersa di Calpurnio Pisone
A est del ninfeo di Punta Epitaffio, separato da una strada, era un nucleo
edilizio con terme (I-III sec. d.C.) e un ninfeo a tre absidi di età
domizianea (81-96 d.C.), unico nel suo genere a Baia.
Pozzuoli e il Portus Julius
La grande crescita della città è legata soprattutto al porto,
grazie al quale Puteoli divenne il più grande scalo marittimo di Roma.
Lungo la costa puteolana nel 37 a. C. venne realizzato un porto militare,
il Portus Julius, per cui furono eseguite grandi opere d’ingegneria:
un canale lungo 400 metri collegava il mare con il lago di Lucrino, ed un
altro metteva quest’ultimo in comunicazione con il lago d’Averno.
Dismesso il ruolo militare, trasferito al nuovo porto di Miseno, il Portus
Julius fu ampliato con infrastrutture e magazzini e assunse un’importante
funzione commerciale.
Punta Epitaffio e l'area del ninfeo
Il promontorio di Punta Epitaffio chiude a nord il golfo di Baia. Ai suoi piedi anticamente si estendeva ancora un tratto di costa con numerosi edifici, oggi sommersi. Tutto intorno alle pareti corre uno stretto canale, ancora in parte rivestito da lastre di marmo, mentre all’interno del piano centrale è ricavata una grande vasca. Durante lo scavo sono state trovate altre cinque statue, cadute dalle nicchie laterali.Il materiale ritrovato è ora esposto nel Museo Archeologico nel Castello di Baia, suggestivamente ambientate in una ricostruzione del ninfeo sommerso.
SULLA TERRAFERMA
Anche l’entroterra è costellato da imponenti resti di strutture romane, parzialmente distrutti dall’edilizia moderna.
Parco archeologico
Anche l’entroterra è costellato da imponenti resti di strutture romane, parzialmente distrutti dall’edilizia moderna; ma un esempio della densità edilizia e del tessuto urbanistico dell’antica Baia si conserva nell’attuale Parco Archeologico, dove s’intersecano ville residenziali, complessi termali pubblici e privati, su un’area di circa 40.000 mq.
Parco monumentale
Sulla sommità della collina di fronte al Castello di Baia è stato istituito un percorso di visita tra resti archeologici (attribuibili forse alla Villa che Giulio Cesare si era fatto costruire in questa zona) e un paesaggio straordinario per panorama e vegetazione.
Castello Aragonese e Museo
La fortificazione fu eretta in un punto di rilevante importanza strategica,
dal quale si domina lo specchio di mare che si estende dal golfo di Pozzuoli
all’acropoli di Cuma, con veduta su Capri, Procida ed Ischia. Il complesso
è stato fino al 1984 in possesso della Regione Campania. Consegnato
alla Soprintendenza Archeologica di Napoli, nel 1993 vi è stato aperto
il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, con gli allestimenti dei Gessi di
Baia, Sacello degli Augustali, Ninfeo di Punta Epitaffio, mostra Nova Antiqua
Phlegraea.
Ninfeo di Punta Epitaffio
Il suggestivo allestimento propone un’ambientazione del ninfeo imperiale
e del suo apparato scultoreo e decorativo. Già nel 1969 forti mareggiate
avevano riportato in superficie la sommità di due statue marmoree identificate
come Ulisse e il suo compagno. Il ninfeo, costruito alla base del costone
a somiglianza di una grotta naturale, era originariamente coperto a volta;lo
spazio interno era articolato in un podio in muratura disposto ad U, con letti-divani
(klìnai) culminanti con due grandi spalliere in marmo, in modo da costituire
una lunga mensa per più commensali. Al centro era situata una vasca
rettangolare in marmo, che fungeva anche da superficie della mensa, come rivelarono
i resti di cibo e le ostriche ritrovate sul fondo. Completavano l’elegante
arredo della sala i rivestimenti, gli zampilli d’acqua e soprattutto
la decorazione scultorea dell’abside (con i due personaggi superstiti
della scena omerica) e delle nicchie lungo le pareti laterali.
Nel Parco sommerso di Baia è possibile effettuare visite subacquee nelle zone di:
Portus Julius:qui fra 1,5 e 6 metri di profondità
si possono osservare numerosissimi residui di pavimenti, colonne, mosaici,
frammenti marmorei, resti di pareti e interi viali in opus reticulatum e latericium
che affiorano da un fondo di sabbia e detrito.
Secca Fumosa:.L'immersione sulla Fumosa è resa emozionante soprattutto dalle numerose esalazioni di acqua calda con evidenti depositi sulfurei gialli ed emissioni di gas dal fondo.
Villa dei Pisoni:Senza dubbio entusiasmante sotto il profilo
archeologico si rivela l'immersione all'interno della Zona "A" del
Parco, che rende possibile visitare ciò che sopravvive della lussuosa
villa marittima dei Pisoni, seguendo un itinerario tracciato sul fondo da
una sagola-guida e intervallato da mappe che aiutano il visitatore a comprendere
l'architettura e l'estensione di questo gigantesco edificio.
Baianus lacus:La facile escursione subacquea si svolge sull'attigua
area monumentale compresa tra la villa ed il canale di accesso all'antico
Baianus Lacus.
La sede del Centro Visitatori del Parco è presso il Castello di Baia.