Monte Miletto e la Gallinola
Sono i due bastioni del Matese: il primo svetta con i suoi 2050 metri, il secondo è di poco inferiore e raggiunge i 1923 metri. Entrambi costituiscono uno scenario unico ed incontaminato essendo totalmente privi di viabilità carrabile.Dalla cima appuntita del Miletto si contempla un panorama di eccezionale grandiosità: in basso il lago, in lontananza buona parte del Molise e dalla Campania, poi a nord le Mainarde, la Maiella, il Gran Sasso. Incomparabile la visione dei due mari Tirreno ed Adriatico.La vetta della Gallinola è, invece, di forma tozza e sul lato meridionale vi sono tante piccole gobbe e pianori che salgono dolcemente fin sulla cima; sia il versante settentrionale che quello meridionale sono nudi e rotti da forti incisioni.
Stupendi i pianori di Campolongo, Pisellone e Camerelle.

Il sito paleontologico di Pietraroja

L’unicità del "giacimento" di Pietraroja è cosa oramai assodata soprattutto per quanto riguarda i pesci, gli anfibi e i rettili.
Nei calcari ad ittioliti sono presenti oltre 20 specie di pesci di laguna, di acque dolci, di acque salmastre e di mare aperto, tutti stupendamente conservati con squame e lische ben evidenti.Fra gli anfibi, è stato ritrovato uno stupendo esemplare di un antenato delle attuali salamandre e fra i rettili due esemplari di coccodrilli e il famoso cucciolo di dinosauro (dim.max 30 cm) comunemente noto col nome di "Ciro". Molti ritrovamenti sono conservati presso un piccolo Museo sito nel vicino comune di Cusano Mutri.

La cipresseta di Fontegreca

Di notevole interesse il biotopo del Bosco degli Zappini che si estende al di sopra di Fontegreca fino alla vallata del fiume Sava.
Si tratta di una cipresseta spontanea di circa 70 ettari, esistente in zona almeno dal 1500. All’interno del bosco vi è una serie di piccole piscine e pozze naturali d’acqua cristallina, create dal torrente Sava.Essa rappresenta una delle cipressete spontanee di maggiore interesse del bacino del Mediterraneo ed è meta di ricercatori botanici per la sua rarità.

Le grotte del Lete
Situate a sopra alla Diga del Lago di Letino, su due piani paralleli distanti mediamente 89 metri l'uno dall'altro, esse sono di indescrivibile bellezza, con giochi di stalattiti e stalagmiti. La galleria superiore si incunea nella montagna e presenta folta vegetazione e molte piccole cascate del fiume che precipita verso la Valle del Volturno. Quella inferiore è scavata nella roccia dalle acque del Lete.Le grotte non sono ancora attrezzate in modo adeguato, e per la loro visita è oggi necessario servirsi di scale e di corde e farsi accompagnare da una guida. Gli splendidi fenomeni naturali di queste cavità carsiche, stalattiti, stalagmiti, marmitte, concrezioni varie, ripagano però ampiamente della fatica l'escursionista avventuroso. La fauna della caverna annovera, oltre agi abitanti naturali di grotte e caverne,un crostaceo acquatico bianco e privo di occhi, ed è particolarmente frequente l'avvistamento di una farfalla dagli occhi fosforescenti.

Castelli, borghi e cinte medievali
La presenza di castelli, cinte murarie, torri, borghi fortificati è caratteristica del paesaggio matesino ed offre al visitatore un affascinante ambiente ricco di storia.La maggior parte dei borghi conserva ancora perfettamente l’antica struttura medievale: le porte di accesso, le mura, la dimora signorile, le chiese.Uno degli esempi più significativi è il castello di Prata, costruito nel XII sec., perfettamente conservato con le sue torri cilindriche negli angoli. Esso è parte integrante di un piccolo borgo ancora parzialmente racchiuso dalle sue mura e si eleva su un costone roccioso che degrada verso il fiume Lete.


Il Matese è percorso da una rete di sentieri già segnati e ben individuabili con la segnaletica che li rende facilmente fruibili.
Essi si sviluppano in prevalenza sull’antica rete dei tracciati e dei tratturelli della transumanza e consentono di ammirare paesaggi di rara bellezza.L’opera di recupero e manutenzione è stata effettuata in gran parte dalla sezione C.A.I. di Piedimonte Matese che, insieme al Gruppo Escursionisti del Matese, al Gruppo Speleologico del Matese ed al Centro di Educazione Ambientale, guidano il visitatore alla scoperta della natura, dei paesaggi e della storia di questo territorio incontaminato.
Passeggiate a cavallo, in mountain bike, escursioni ipogee, voli in deltaplano o col parapendio, arrampicate su roccia e ghiaccio, sci di fondo sono le opportunità che si offrono al turista, oltre ad interessanti escursioni guidate tra folklore, storia (ricordiamo che questi sono i luoghi del brigantaggio) e natura.

Il Sentiero Italia
Tra tutti gli itinerari possibili descriviamo il segmento matesino del “Sentiero Italia” che, con i suoi 6.000 km. e le sue 350 tappe forma il trekking più lungo del mondo, di notevole valore ideale e storico perché ripercorre sentieri utilizzati nei secoli.
Esso percorre il Matese dal Comune di Gioia Sannitica fino al valico di Monte Crocelle (mt. 1575) al confine con la regione Molise.Lungo il suo snodarsi si visitano i piccoli centri medievali del Parco e le loro emergenze artistiche, si utilizzano vecchi tracciati legati all’antica tradizione silvo-pastorale, si attraversano suggestivi e fitti boschi, si incontrano cascate e sorgenti in quota con fontane ed abbeveratoi, si raggiunge la vetta del Monte Miletto (2050 mt s.l.m.) che è la vetta più alta del Matese e dalla quale, se la giornata è limpida, si possono vedere i due mari (Tirreno ed Adriatico).