Ingresso gratuito.
Visite guidate (su prenotazione): € 4,00 a persona.È possibile
prenotare una guida per una visita "consapevole" della Baia. La
visita guidata, della durata di 1-2 ore, consente di approfondire tutti gli
aspetti culturali, archeologici, paesaggistici e naturalistici messi in luce
grazie ai recenti restauri. Si segnalano difficoltà di parcheggio a
Nerano. Area pic-nic
La Baia di Ieranto è la più grande e profonda di tutta la penisola
ed ha uno sviluppo costiero di circa tre chilometri.Appena superata la Punta
della Campanella, ed entrati quindi nel Golfo di Salerno, ci si trova davanti
un grosso faraglione alto oltre dieci metri, comunemente conosciuto come “Scuoglio
d’’a Campanella”.
Ai piedi della scala, sulle rocce, si apre la Grotta Salara, oggi detta anche Grotta delle Sirene o della Campanella. Il nome della grotta deriva molto probabilmente dal fatto che lì si andava a raccogliere il sale.Proprio davanti all’ingresso principale della grotta, attaccato alla piattaforma rocciosa detta ‘ncoppa ‘a Scarpa, si eleva un massiccio scoglio che sembra respirare. Infatti se ci si accosta alla parte che guarda verso lo Scoglio della Campanella, ad ogni onda, anche se piccola, si sentirà come un respiro. Il fenomeno è evidentemente dovuto ad una serie di cavità comunicanti fra loro, in parte subacquee ed in parte emerse. La linea di costa continua a seguire un andamento più o meno rettilineo ai piedi del costone detto Rezzali.
Il passaggio più stretto è praticabile senza alcuna difficoltà anche con mare agitato e sbocca proprio di fronte all’ingresso della Grotta Zenzinada, la più grande della Baia di Ieranto. La grotta, che attualmente è conosciuta soprattutto come Grotta del Presepe, penetra nella roccia per oltre venti metri e sulla sinistra presenta un’originale divisione orizzontale.Man mano che si procede verso destra, la sabbia prende il posto dei ciottoli e la parete diventa prima verticale e poi finisce per essere addirittura sporgente, coprendo con la sua ombra la spiaggia sottostante.Questa parte della baia viene comunemente chiamata Ieranto Grande.Davanti a questa seconda parte della spiaggia ci sono alcuni scogli ben visibili, il più grande dei quali emerge a qualche decina di metri da terra ed è conosciuto con il nome di Pila d’’a Marina.
Ancora pochi metri e si doppia ‘a Ponta d’’o Viecchio’ o Punta di Capitello, estremità del promontorietto che divide la spiaggia grande dalla cosiddetta Ieranto Piccola, o anche Marinella. Questa è forse più bella della prima in quanto giace incassata fra chiare rocce calcaree ed ha il fondale e la spiaggia ricoperti da ciottoli bianchissimi. Dalla soprastante cava abbandonata parte una mulattiera che conduce a Nerano (due chilometri circa e centocinquanta metri di dislivello), mentre la spiaggia grande è praticamente inaccessibile via terra.
La piccola penisola sulla quale sorge la Torre di Montalto chiude la baia a levante ed è detta Punta di Ieranto.Appena superata questa punta appare il grande e isolato Scuoglio a Penna che in effetti, per la parte emergente, è costruito da due grossi blocchi calcarei, presumibilmente uniti sott’acqua.Proprio di fronte allo scoglio, nella roccia si apre una grotta poco profonda. Questa singolare cavità è localmente conosciuta con il nome di Grotta d’’o Pertuso o anche Grotta d’’o Pieleco.
L’ultimo capo della piccola penisola di Ieranto è quello della Mortella (Mirto) ed è questo che dà il nome a tutta la parte occidentale della lunghissima baia della Marina del Cantone detta quindi sotto ‘e Murtelle o semplicemente Mortelle.